Lettre du Parti Communiste-Ouvrier d’Iran au Ministère de la Justice du Japon publié le 8 mars sur le site Rowzane et traduite en français par Pascal, du site Révolution en Iran:

Parti Communiste-Ouvrier d’Iran
à : Ministère de la Justice du Japon
Objet : Protestation contre l’arrestation et la possible expulsion de Monsieur Jalal Ahmadzadeh-Nouei, alias Jamal Saberi.
8 mars 2010
Madame, Monsieur,
Nous avons reçu des informations indiquant l’arrestation de Monsieur Jalal Ahmadzadeh-Nouei (Jamal Saberi), membre du Parti Communiste-Ouvrier d’Iran et militant connu pour les droits du peuple d’Iran, par le Bureau Japonais de l’Immigration dans l’intention de l’expulser vers l’Iran. Nous voudrions par la présente vous informer que si une telle expulsion avait lieu, nous n’avons aucun doute que ce qui attend monsieur Jamal Saberi est l’emprisonnement, d’horribles tortures et une possible exécutions. Aussi, nous vous écrivons pour protester fortement contre cet acte tout à fait inacceptable de la part des autorités japonaises.
Le gouvernement japonais et son ministère de la justice sont certainement conscients des risques qui menacent la vie de Monsieur Saberi si il devait être expulsé vers l’Iran. Nous, ainsi que les organisations des droits humains, les avons dans le passé informé de ces risques. Pourtant, les autorités japonaises ont décidé de mettre en danger la vie d’un opposant actif et célèbre du régime iranien à un moment où le régime iranien décide des verdicts bestiaux de condamnations pour « inimitié avec Dieu » à l’encontre de citoyens ordinaires qui manifestaient dans les rues, ce qui, inutile de le dire, est passible de la peine de mort dans une théocratie tyrannique comme celle qui dirige l’Iran.
Nous sommes profondément affligés de voir le gouvernement japonais se mettre clairement du côté du régime islamiste inhumain de Téhéran. Aussi, le peuple iranien ainsi que l’opinion publique mondiale auraient raison de considérer le gouvernement japonais comme un complice des crimes atroces commis contre des citoyens ordinaires en Iran, crimes qui, dans ce cas, attendront sans aucun doute un opposant connu et organisé du régime iranien. Aussi, nous demandons au gouvernement japonais de libérer immédiatement Monsieur Jamal Saberi et de révoquer son ordre d’expulsion.
Sincèrement,
Pour le Parti Communiste-Ouvrier d’Iran,
Asqar Karimi
Copies à : ONU; Amnesty International ; Human Rights Watch ; médias
***
Des messages de protestation aux autorités japonaises peuvent être envoyés depuis cette adresse :
http://hambastegi.ruzeroshan.com/jamalS/jamal291.php?nr=90828065&lang=en
Version française :
http://iranenlutte.wordpress.com/2010/03/09/petition-non-a-lexpulsion-de-jamal-saberi/
9 mars 2010 à 08:00
Jamal Saberi’s is in immediate threat for deportation to Iran. He is a worker activist, a member of Worker-communist Party of Iran, whose facebook presence was familiar to many of you. Stay tune for upcoming protest actions. Read the following for details.
Date: March 8, 2010
Dear Sir/Madam,
We are in receipt of information indicating the arrest by the Japanese Immigration Bureau of Mr. Jalal Ahmadzadeh-Nouei (Jamal Saberi), member of the Worker-communist Party of Iran and well-known Iranian-people’s rights activist, with the intention of deporting him to Iran. We would like to hereby advise you that should such intention materialize, we have no doubt what awaits Mr. Jamal Saberi is imprisonment, horrific tortures, and possibly execution. We are, therefore, writing to strongly protest this the Japanese authorities’ act as utterly unacceptable.
The Japanese government and its Ministry of Justice are surely aware of the risks threatening Mr. Saberi’s life, should he be deported to Iran. We, as well as human rights organizations, have in the past informed them of such risks. What is more, the Japanese authorities have decided, to all intents and purposes, to jeopardize the life of an active, well-known opponent of the Iranian regime at a juncture when the Iranian regime is beastly handing down verdicts of “enemy of God” for the ordinary citizens demonstrating in the streets, which, needless to say, carries the death sentence under such tyrannical theocracy as the one ruling in Iran.
We are deeply distressed to see that the Japanese government obviously takes side with the anti-human Islamist regime in Teheran. Thus the Iranian people as well as the world public opinion will be right in deploring the Japanese government as accessory to the atrocious crimes committed against ordinary citizens in Iran – crimes which, in this instance, will undoubtedly be awaiting a well-known, organized opponent of the Iranian regime. We therefore urge the Japanese government to immediately release Mr. Jamal Saberi and revoke his deportation order.
Sincerely,
Asqar Karimi
For the Worker-communist Party of Iran
9 mars 2010 à 22:38
Des messages de protestation aux autorités japonaises peuvent être envoyés depuis cette adresse :
http://hambastegi.ruzeroshan.com/jamalS/jamal291.php?nr=90828065&lang=en
Version française :
http://iranenlutte.wordpress.com/2010/03/09/petition-non-a-lexpulsion-de-jamal-saberi/
11 mars 2010 à 22:29
Deportazioni di dissidenti verso l’Iran: l’ultimo caso in Giappone. Appello per Jamal Saberi
http://www.secondoprotocollo.org/?p=648
Da diversi mesi segnaliamo i continui rimpatri forzosi di dissidenti iraniani rifugiatesi all’estero da parte delle cosiddette “democrazie occidentali”, rimpatri che spesso avvengono nel silenzio più totale e senza che si sappia niente. I più attivi sono Gran Bretagna e Turchia, ma anche altri Stati non scherzano. L’ultimo caso è quello di Jamal Saberi, attualmente detenuto in Giappone in attesa di essere estradato in Iran dove lo aspetta la forca. Di seguito l’appello lanciato dalla IFIR ( Organo della Federazione Internazionale dei Rifugiati Politici) per fermare la deportazione di Jamal Saberi.
Jalal Ahmadzade-Nouei, conosciuto come Jamal Saberi, un attivista politico in lotta contro il regime islamico dell’Iran, è stato arrestato dalla polizia giapponese per essere rimpatriato in Iran. Nel 1990 Jalam Saberi ha lasciato l’Iran per il Giappone. Nel 1992 si è unito al Partito Comunista Iraniano dei Lavoratori (WPI) e cominciato la sua attività politica nel partito. Come membro del WPI, un partito di opposizione iraniano impegnato nella lotta al regime, Jamal ha scritto molti articoli contro la Repubblica islamica dell’Iran, in particolare, come pure contro l’Islam, in generale. Ha anche scritto articoli di denuncia sulle relazioni diplomatiche del Giappone con l’Iran. Molti dei suoi scritti sono apparsi sulla stampa giapponese, come pure le pubblicazioni iraniane come Hambastegi (Organo della Federazione Internazionale dei Rifugiati Politici – IFIR) e Javanan-e Komonist (Organo della Gioventù Comunista).
Nel maggio del 2002 ha fatto domanda di asilo politico in Giappone. La sua domanda è stata cestinata dall’Ufficio Immigrazione del Ministero giapponese della Giustizia il 28 marzo del 2002. E’ ricorso in appello contro questa decisione nell’aprile dello stesso anno. L’appello è stato rifiutato e la polizia giapponese ha emesso nei suoi confronti un mandato di cattura e di espulsione. Nel tardo ottobre del 2003, Jamal è stato arrestato e trasferito al centro di permanenza temporanea dell’Ufficio Immigrazione dove è stato trattenuto per un anno. Al tempo in cui è stato arrestato, Jamal era già diventato un famoso attivista dei diritti umani tra le organizzazioni di sinistra, le varie organizzazioni di diritti umani e i sindacati. Di conseguenza, la sua detenzione è stata contestata da molte di queste organizzazioni che, alla fine, sono riuscite ad impedire la sua espulsione.
Tuttavia, il governo giapponese non ha mai accettato Jamal come rifugiato, né l’UNHCR ha mai fatto degli sforzi per aiutare una figura di rilievo come lui. Ora, l’avvocato di Jamal ha affermato che questa volta rischia veramente di essere espulso e rimandato in Iran. Ci sono molte organizzazioni di diritti umani che conoscono molto bene il background politico di Jamal Saberi e la sua lotta contro il regime islamico dell’Iran. Fin dalla sua adesione al WPI nel 1992, Jamal ha organizzato e guidato decine di manifestazioni e proteste contro la violazione dei diritti umani in Iran. Queste attività di Jamal sono ben documentate in Giappone e molte importanti organizzazioni dei diritti umani lo conoscono come uno straordinario ed energico contestatore del regime iraniano. Lo scorso anno in Giappone, ha anche ricevuto minacce dai criminali iraniani, conosciuti anche come “diplomatici”. Questi fatti ci permettono di conoscere l’attuale situazione politica di Jamal e gli imminenti pericoli che minacciano la sua vita.
Scriviamo ora per trasmettere la notizia della detenzione di Jamal da parte della polizia giapponese e per dar voce alla sua protesta a livello internazionale. Stiamo cercando di fare del nostro meglio per mobilitare l’opinione pubblica contro il governo giapponese e la sua plateale violazione dei diritti umani di Jamal. Perciò, noi sottoscritti, dichiariamo che, per quanto ci riguarda, il Giappone sarà ritenuto responsabile di qualsiasi pericolo che, non ne abbiamo alcun dubbio, metterà a rischio la vita e /o la sicurezza di Jamal Saberi.
L’assassino regime islamico di Teheran sta aspettando con ansia il ritorno di Jamal in Iran come se lui fosse una preda. Jamal fa ora parte della schiera degli espulsi in Giappone. Non permettiamo al governo giapponese di espellerlo e rimandarlo in Iran perché il regime dittatoriale islamico lo possa mettere contro il muro, come ha già fatto in decine di migliaia di casi delle persone più degne di onore prima di lui. Noi della Federazione Internazionale dei Rifugiati iraniani, raccomandiamo a tutte le organizzazioni che ricevono questa nostra lettera di prendere immediati provvedimenti per salvare Jamal Saberi dall’espulsione e rimpatrio in Iran. Noi chiediamo che domandino espressamente al governo giapponese la scarcerazione di Jamal, di revocare il suo ordine di espulsione e di prendere le misure più appropriate per proteggere la sua vita in Giappone.
Cordiali saluti,
Abdollah Asadi
Segretario
IFIR
March 10, 2010
Tradotto da Emanuela Ricci
13 mars 2010 à 10:18
Ouverture d’un blog (en anglais) pour la libération de Jamal:
http://freejamal.blogspot.com/
13 mars 2010 à 22:49
Lettre de l’IFIR à Amnesty International, HRW et aux défenseurs du droit d’asile
Lettre de la Fédération Internationale des Réfugiés Iraniens (IFIR) à Amnesty International, Human Rights Watch et aux organisations de défense des réfugiés du monde entier. Voir aussi le courrier du PCOI suite à l’arrestation de Jamal et la campagne d’envoi de messages de protestations aux autorités japonaises.
Jalal Ahmadzade-Nouei, alias Jamal Saberi,militant politique opposant au régime islamique en Iran a été arrêté par la police japonaise pour être expulsé vers l’Iran.
Jalam Saberia quitté l’Iran en 1990. En 1992, il a rejoint le Parti Communiste-Ouvrier d’Iran (PCOI) et a commencé des activités politiques du parti au Japon contre la violation des droits humains en Iran. En tant que membre du PCOI, un virulent parti d’opposition, Jamal a écrit de nombreux articles contre la République Islamique d’Iran en particulier et contre l’Islam politique en général. Il a également écrit des articles exposant les relations diplomatiques du Japon avec le régime iranien. Plusieurs de ses textes ont été publiés dans la presse japonaise ainsi que dans des publications iraniennes comme Hambastegi (organe de l’IFIR, Fédération Internationale des Réfugiés Iranies) et Javanan-e Komonist (organe de l’Organisation de la Jeunesse Communiste).Il a demandé le statut de réfugié en mai 2001. Sa demande a été rejetée par le Bureau de l’Immigration du Ministère Japonais de la Justice le 28 mars 2002. Il a fait appel de cette décision en avril de la même année. L’appel a été rejeté et la police japonaise a publié un ordre d’arrestation et d’expulsion. Jamal a été arrêté fin octobre 2003 et transféré au centre de détention du bureau de l’immigration où il a été détenu pendant un an. Au moment de son arrestation, Jamal était devenu un défenseur des droits humains populaire auprès des organisations de gauches, des organisations de défense des droits humains et des syndicats. Naturellement, plusieurs de ces organisations ont protesté contre son arrestation et ont ainsi réussi à empêcher son expulsion.
A ce jour, le gouvernement japonais n’a jamais accepté Jamal comme réfugié, pas plus que l’UNHCR n’a fait des efforts pour assister ce personnage connu. Maintenant, l’avocat de Jamal dit qu’il est cette fois en danger d’être expulsé vers l’Iran.
Il y a beaucoup d’organisations des droits humains qui connaissent très bien le passé politique de Jamal Saberi das sa lutte contre le régime islamique d’Iran. Depuis qu’il a rejoint le PCOI en 1992, Jamal a organisé et mené des dizaines de rassemblements et de manifestations contre les violations des droits humains en Iran. Il y a de nombreux documents sur les activités de Jamal au Japon et son nom est familier pour de nombreuses organisations des droits humains comme celui d’un remarquable et actif opposant du régime iranien. L’année dernière, il avait même reçu des menaces de brutes iraniennes, c’est-à-dire de diplomates, au Japon. Ces faits prouvent la situation politique actuelle de Jamal et les dangers imminents qui menacent sa vie.
Nous écrivons maintenant pour diffuser la nouvelle de l’arrestation de Jamal par la police japonaise et faire entendre la voix de sa protestation à l’échelle internationale. Nous faisons de notre mieux pour rallier l’opinion publique contre le gouvernement japonais et sa violation flagrante des droits humains de Jamal. Aussi, nous déclarons solennellement qu’en ce qui nous concerne, nous tiendrons le gouvernement japonais pour responsable de toute agression qui, sans aucun doute, menacera la vie et/ou la sécurité de Jamal Saberi.
Le meurtrier régime islamiste de Téhéran attend maintenant le retour de Jamal comme une proie. Jamal est actuellement dans une chambre pour l’expulsion au Japon. Ne laissons pas le gouvernement japonais l’expulser en Iran pour que le régime islamiste tyrannique le mette contre un mur comme cela a été fait pour des dizaines de milliers des personnes les plus honorables avant lui. Nous, Fédération Internationale des Réfugiés Iraniens, appelons toutes organisations qui reçoivent cette lettre à agir immédiatement pour empêcher l’expulsion de Jamal vers l’Iran. Nous leur demandons qu’elles revendiquent expressément auprès du gouvernement japonais la libération de Jamal de prison, la révocation de son ordonnance d’expulsion et qu’il prenne les mesures adéquates pour protéger sa vie au Japon.
Sincèrement,
Abdollah Asadi
Secrétaire de l’IFIR
10 mars 2010
19 mars 2010 à 23:32
[...] Japon : Non à l’expulsion de Jamal Saberi vers l’Iran ! [...]
28 mars 2010 à 16:42
[...] Japon : Non à l’expulsion de Jamal Saberi vers l’Iran ! [...]
7 avril 2010 à 09:34
Pétition:
http://www.petitiononline.com/Jamal10/petition.html
4 août 2010 à 18:25
Jamal Saberi libéré !
Bonne nouvelle ! Grâce à la solidarité et aux efforts de toutes et tous, en particulier de Farshad Hossein, notre camarade Jamal Saberi, militant du PCOI au Japon, emprisonné en centre de rétention depuis mars 2010 et menacé d’expulsion vers l’Iran pour défaut de titre de séjour, a été libéré aujourd’hui. Cette photo a été prise lors de sa libération.
Merci à toutes celles et à tous ceux qui ont manifesté leur solidarité pour permettre cette libération.