L’unificazione dei socialisti francesi (Luxemburg, 1905)

by

Traduction de L’unification des socialistes français en italien par Fabienne.

Articolo di Rosa Luxemburg apparso su Czervony Sztandar ("La Bandiera rossa") V. N°26, maggio 1905.

Tre giorni durante, i 23, 24 e 25 aprile scorsi, si è svolto a Parigi il congresso di tutte le organizzazioni socialiste francesi: del Partito socialista francese, (i jauresisti), del Partito operaio francese, (i sostenitori di Guesde e di Vaillant, ossia i guesdisti ed i blanquisti), del Partito operaio socialista-rivoluzionario, (gli allemanisti), così come di alcune organizzazioni indipendenti di provincia, di minore importanza. Durante questo congresso è stato deciso, alla schiacciante maggioranza dei voti, l’unificazione di tutte queste organizzazioni in un unico partito chiamato Partito Socialista, (Sezione francese dell’internazionale operaia). Il congresso ha adottato come organo ufficiale del Partito il giornale " Le Socialiste ", vecchio organo del Partito operaio francese.

 Per afferrare meglio tutto il significato internazionale di questo evento, importa  esaminare le cause che erano all’origine della scissione tra i socialisti francesi e dell’indebolimento del movimento socialista in Francia. Peraltro, queste stesse cause suscitarono la diffidenza della masse operaia in quanto all’efficacia della lotta politica parlamentare contro i governi della borghesia.

 Una prima unificazione, sebbene ancora molto vile, delle differenti organizzazioni socialiste che esistono da tempo in Francia, si era verificata nel 1899. Ma, lo stesso anno, uno dei deputati socialisti, Millerand, accettò il portafoglio di ministro del Commercio nel governo borghese di Waldeck-Rousseau. Il motivo invocato era che la Repubblica francese sarebbe stata minacciata dai clericali ed i conservatori, che miravano a restaurare la monarchia in Francia e che, partendo, tutti i repubblicani sinceri dovevano unirsi per difendere solidalmente la Repubblica contro gli attacchi dei monarchici. Una parte dei socialisti – i sostenitori di Jaurès – decise di sostenere il governo "repubblicano" di Waldeck-Rousseau nel quale, accanto al socialista Millerand, prese posto, in quanto ministro della Guerra, il generale di Galliffet, uno di quelli che, nel modo  più selvaggio e più crudele, avevano schiacciato, nel 1871, la gloriosa insurrezione dei lavoratori: La Commune de Paris. Questi socialisti conclusero un’alleanza, (detta "Blocco Repubblicano") con diversi partiti borghesi radicali, dunque con i nemici della classe operaia, ed essi consentirono alla partecipazione di Millerand al governo borghese.

 In questo momento, tutti i socialisti rivoluzionari, con Guesde in testa, avendo capito il pericolo di un simile tradimento dei principi del socialismo, i quali esigono una lotta di classe spietata ed irreconciliabile contro ogni governo borghese, anche democratico, ruppero la loro alleanza con i sostenitori di Jaurès, alleanza che, all’inizio, era supposta approdare alla fusione totale delle differenti frazioni socialiste. Qualche tempo dopo, i blanquisti, diretti da Vaillant, ruppero anche loro con i jauresisti, insieme ai guesdisti, crearono il Partito socialista della Francia. Dichiararono una lotta senza grazie ai fondatori del Partito socialista francese, diretto da Jaurès e Millerand, sostenitori della collusione con i partiti borghesi e del "ministerialismo"- ossia la partecipazione di un socialista ad un governo borghese.

 Il pericolo maggiore di una tale partecipazione era che impegnava la responsabilità dei socialisti nelle azioni di questo governo. In quanto a questo ultimo, il fatto che ne faceva parte un socialista, non l’impediva per niente di rimanere un governo di dominio di classe, l’organizzazione politico-poliziesca della borghesia contro il proletariato rivoluzionario, ed egli continuò a servire fedelmente gli interessi della classe capitalista in tutti i campi della vita sociale. Era precisamente questa circostanza -la partecipazione di un socialista al governo- che incoraggiava ancora di più il governo borghese ad agire nel più brutale dei modi contro i lavoratori in sciopero e di ricorrere, ad ogni opportunità, alla forza armata. Ironia della sorte, forse il sangue dei lavoratori francesi non è mai stato  cosi spesso sparso che durante il governo "socialista" di Waldeck-Rousseau.

 Nel periodo precedente il recente congresso che decise l’unificazione, Millerand non apparteneva più  al governo da molto tempo, ma i sostenitori di Jaurès restavano sempre alleati con i partiti borghesi per una pretesa "difesa" della Repubblica: è allora che a Limoges scorreva il sangue dei lavoratori francesi, che rivendicavano di essere trattati meglio dai loro  padroni  . Diventando un partito che sosteneva sempre e dovunque la politica del governo, i jauresisti dovevano votare un bilancio, di cui i fioroni più belli erano i fondi segreti, (alle fini di retribuire gli spioni), delle spese sempre aumentate per la marina e l’esercito-lo strumento più potente della borghesia nella sua lotta contro le rivendicazioni operaie-, un bilancio fondato nella sua quasi-totalità sulle tasse indirette, e che pesa dunque con tutto il suo peso sulle spalle degli strati sociali più poveri. Preso in questo ingranaggio, i sostenitori di Jaurès durano anche sostenere  l’alleanza franco-russa, in quanto pretesa "garanzia" della pace europea. Tanto che durante l’esposizione universale di Parigi nel 1900, Millerand si astenne di assistere al congresso socialista internazionale, che si svolgeva allo stesso momento, per non compromettersi agli occhi dei suoi colleghi borghesi del ministero, mentre le sue convinzioni "socialisti" non l’impedivano di accogliere all’esposizione lo zar sanguinario e anche di lasciare ornare il suo proprio petto con una decorazione imperiale.

 Bisogna anche notare anche che all’epoca la polizia parigina vieta  ogni discorso e si comporta in un modo particolarmente insolente e provocatore verso i congressisti, quando questi si recarono al cimitero dove riposano le spoglie degli eroi della  "Commune", per rendere omaggio alla loro memoria. E questo nonostante  la presenza di Millerand nel governo repubblicano.

 Al congresso internazionale che esaminò in particolare la questione della partecipazione di un socialista al governo , questa tattica di collusione con i partiti borghesi fu rigettata. Una risoluzione fu adottata sulla proposta di Karl Kautsky, che precisava i casi eccezionali nei quali un pericolo reale minaccerebbe il regime democratico e quindi potrebbe essere temporaneamente tollerata la partecipazione di un socialista al governo per la difesa delle libertà pubbliche  ma, anche in questo caso, alla sola condizione dell’accordo del proletariato organizzato e sotto il suo controllo.

 Tuttavia, sebbene il congresso internazionale si fosse così pronunciato, il partito di Jaurès continuò a perseverare nella sua tattica opportunista, perdendo così la fiducia delle larghe masse operaie nel socialismo,  ispirando loro  diffidenza ed anche ostilità verso la lotta politica parlamentare, mentre si propagava velocemente il corrente sindacalista che raccomandava lo sciopero generale come unico mezzo per abolire l’ordine capitalista ed instaurare il socialismo, come unico rimedio ad ogni ingiustizia sociale.

 I sostenitori di Guesde e di Vaillant doverono  assumere il compito duro ma meritorio di combattere, nel socialismo francese, da una parte la corrente opportunista di Jaurès che, in scambio di concessioni miserabili e spesso niente meno che illusori da parte del governo borghese, rinnegava ogni inspirazione ad un regime socialista, e di un’altra parte le tendenze anarchiche degli lavoratori francesi che, in mancanza di una coscienza sufficiente, vedevano nel parlamentarismo la fonte di tutto il male e si rifugiavano in una concezione falsa ed abusiva dello sciopero generale,  escludendo ogni altro mezzo di azione.

 Allo stesso tempo, i guesdisti ed i blanquisti proseguivano senza tregua i loro sforzi socialisti per  aprire la via alla lotta di classi del proletariato contro la borghesia. Questi sforzi associavano l’azione legislativa al parlamento, allo scopo di strappare alla classe dominante il massimo di leggi favorevoli alla classe operaia con l’educazione e l’organizzazione del proletariato in vista di conquistare, a lungo andare e con i mezzi rivoluzionari, il potere politico e mettere così fine al dominio capitalista.

 Fedele allo spirito dell’insegnamento di Marx, il Partito socialista di Francia, (formato dai guesdisti e dai blanquisti), non si è mai lasciato abusare  da una qualsiasi fraseologia democratica o nazionalista; è rimasto sempre in assoluta opposizione con i governi borghesi e repubblicani in Francia, difendendo così gli interessi dei lavoratori.

 Al congresso internazionale di Amsterdam nel 1904, questo Partito aveva presentato una risoluzione interamente elaborata ed  adottata dalla socialdemocrazia tedesca, che riguardava la stampa socialista. Questa risoluzione autorizza, ovviamente, un’intera libertà nelle discussioni sulle questioni fondamentali della pratica e della teoria socialista, ma non permette di introdure in frode delle teorie borghesi, con il pretesto della  " critica" dei principi del socialismo, né di oscurare la coscienza di classe del proletariato.

 Come lo si vede, i lavori di questo congresso sono stati estremamente fruttuosi e l’internazionale operaia ha ritrovato nel proletariato francese il suo vecchio  ed eroico combattente per gli ideali socialisti.

About these ads

Suivre

Recevez les nouvelles publications par mail.

Rejoignez 466 autres abonnés

%d bloggers like this: