Intervento all’A.G. dell’U.S.P.D. della Grande-Berlino (Rosa Luxemburg, 1918)

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Traduction en italien du texte précédemment mis en ligne ici.

Il compagno Haase ha appena pronunciato una requisitoria contro la sua propria politica ed un’arringa in favore della politica degli Ebert-Scheidemann. Ha detto che Liebknecht era pronto a partecipare al governo, ma ha omesso di precisare la condizione fissata da Liebknecht. Questa condizione era che il nuovo governo faccia una politica socialista di principio. A questa condizione, oggi ancora, siamo tutti pronti a partecipare al governo. Per ciò che riguarda gli eventi di Schwartzkopff che ci segnala un compagno, si tratta solo di un cambiamento di stato d’animo di un’unità.

Cinque settimane sono passate dal 9 novembre. Nel frattempo la situazione si è radicalmente modificata. Oggi la reazione è molto più potente del primo giorno. E Haase di dirci: vedete la grandezza di ciò che abbiamo realizzato. Sarebbe stato il suo dovere mostrarci i progressi della controrivoluzione, che è stata favorita dal governo al quale Haase partecipa. Al posto di impedire la controrivoluzione, il governo ha rinforzato la borghesia e la reazione. Veramente, la borghesia non poteva augurare governo che gli sia più favorevole: è la foglia di vite che nasconde i suoi obiettivi controrivoluzionari.

L’attuale governo non ha neanche preso le misure più elementari. Ha annullato i debiti di guerra? Ha armato il popolo per la difesa della Rivoluzione? Ha vietato la Guardia rossa, e invece riconosciuta la Guardia bianca di Wels. Durante il golpe del 6 dicembre, tutti i figli della controrivoluzione finivano ad Ebert e Wels. Tutti gli ufficiali e tutti i generali, Lequis come Hindenburg, approvano la piattaforma scelta dal governo e Haase viene a dirci che questo governo è un governo socialista. Sono tali metodi che seminano la confusione nelle file del proletariato. All’indomani del 6 dicembre gli Indipendenti dovevano lasciare il governo, rifiutare di assumersi la responsabilità degli eventi per scuotere le masse, per dirloro,: "La Rivoluzione è in pericolo! " Non si è fatto: hanno addormentato le masse, ed il discorso di Haase è stato solo il proseguimento di questa politica.

Haase ha elencato i risultati del nuovo governo: si tratta unicamente di riforme borghesi che ci dimostrano a quale livello retrogrado si trovava la Germania. Sono i vecchi debiti della borghesia e non le conquiste rivoluzionarie del proletariato che aspettavamo.

Haase ha detto poi che non dovevamo copiare servilmente la tattica dei Russi, perché, sul piano economico, la Germania è più avanzata. Ma dobbiamo apprendere dei Russi. I bolscevichi hanno dovuto cominciare con fare raccolte di esperienze. Possiamo appropiarci dei frutti di questa esperienza.

Il socialismo non è una questione di elezioni parlamentari, ma una questione di forza. I proletari devono affrontare la borghesia in una spietata lotta di classe, petto contro petto e faccia a faccia. Per questa lotta, bisogna armare il proletariato. Le discussioni e risoluzioni adottate alla maggioranza non hanno più importanza. Hasse ha chiesto il rinvio dell’Assemblea Nazionale ma considera sempre l’assemblea nazionale come l’arena della lotta politica. La direzione del partito degli Indipendenti aveva scelto aprile come data per l’Assemblea nazionale. I rappresentanti degli Indipendenti al governo hanno cambiato idea e fissato le elezioni per il 16 febbraio.

Haase ha celebrato il principio della democrazia. Allora se questo principio è valido, che si cominciasse dunque ad applicarlo all’interno del nostro partito. Ma allora bisogna convocare immediatamente il Congresso del nostro partito, affinché le masse possano dire se vogliono ancora questo governo.

Se l’U.S.P. ha appena subito a Berlino una sconfitta in occasione delle elezioni [al primo Congresso dei consigli di lavoratori e di soldati, 14-12-1918], la vera causa è la politica che conduce Haase in seno al governo. (interruzioni). Quale errore di renderne responsabili gli spartakisti , mentre siamo stati noi ad appellare alla coscienza socialista delle masse! Haase ed i suoi amici hanno combattuto quattro anni durante i sociali-patrioti per finalmente fare la pace con essi. Ecco perché sono i veri responsabili.

Haase ha voluto rimproverarci la sottomissione all’opinione della massa, col pretesto che rifiutiamo di prendere il potere senza l’accordo delle masse. Non ci sottomettiamo alle masse e non pratichiamo l’attendismo, ma intendiamo denunciare le vostre mezze-verità e le vostre debolezze. Così Haase ed i suoi amici lasciano il governo, questo gesto scuoterà le masse, aprirà loro gli occhi. Ma se persistete a coprire gli atti del governo, le masse si solleveranno e vi cacceranno. A presente, in periodo rivoluzionario, non sono i discorsi, gli opuscoli che possono costituire il lavoro di spiegazione necessario. Ciò che importa ora è la spiegazione attraverso gli atti.

È vero, la situazione in seno all’U.S.P. è insostenibile perché ci sono riuniti degli elementi che non vanno insieme. O siamo decisi a fare causa comune coi sociali-patrioti, o dobbiamo camminare con la Lega Spartaco. È il Congresso che dovrebbe decidere. Ma quando chiediamo la convocazione del Congresso, Haase si tappa gli orecchi, come lo faceva Scheidemann per non sentirci durante la guerra, quando formulavamo la stessa rivendicazione.

Sottometto all’assemblea la seguente risoluzione:

L’assemblea straordinaria degli aderenti dell’U.S.P. della Grande-Berlino riunita il 15-12-1918:

1. esige il ritiro immediato dei rappresentanti dell’U.S.P. dal governo Ebert-Scheidemann;

2. respinge la convocazione dell’assemblea nazionale che contribuirebbe solamente a rinforzare la controrivoluzione ed ad impedire la realizzazione degli obiettivi socialisti della Rivoluzione;

3. chiede il trasferimento immediato di tutti i poteri verso i Consigli di operai e di soldati, il disarmo della controrivoluzione, l’armamento della popolazione operaia, la costituzione di una Guardia rossa per difendere la Rivoluzione, lo scioglimento del Consiglio dei commissari del popolo di Ebert, la rimessa del potere di stato al Comitato esecutivo dei Consigli di operai e di soldati.

4. chiede la convocazione immediata del Congresso dell’U.S.P.

Viviamo un momento di importanza storica, poco tempo prima della riunione del Consiglio centrale [Congresso dei consigli di operai e di soldati]. La rivoluzione è quasi al baratro. Il proletariato deve trarrla con una stretta di ferro. Il governo ha fatto tutto per togliere in anticipo ogni potere al Consiglio centrale dei consigli, ha disarmato la popolazione civile ed il proletariato, ha preso delle misure dirette contro la rivoluzione che seminano la confusione nelle masse. È contro questa politica che si tratta di condurre una lotta implacabile. (Vivi applausi.)

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Une Réponse to “Intervento all’A.G. dell’U.S.P.D. della Grande-Berlino (Rosa Luxemburg, 1918)”

  1. The Weekly Archive Worker: Das Verhältnis von Verwaltungsbeschwerde und Verwaltungsklage « Entdinglichung Says:

    [...] Intervento all’A.G. dell’U.S.P.D. della Grande-Berlino (Rosa Luxemburg, 1918)Traduction en italien du texte précédemment mis en ligne ici. Il compagno Haase ha appena pronunciato una requisitoria contro la sua propria politica ed un’arringa in favore della politica degli Ebert-Scheidemann. Ha detto che Liebknecht era pronto a partecipare al governo, ma ha omesso di precisare la condizione fissata da Liebknecht. Questa condizion […] [...]

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