1918-11 Un Dovere d’onore [Luxemburg]

« Die Rote fahne« , 18 novembre 1918. traduzione in francese: DC-L, traduzione in Italiano: Fabienne Melmi.

Non abbiamo sollecitato « amnistia » né perdono per i prigionieri politici che sono stati le vittime del vecchio regime. Con la lotta e la rivoluzione, abbiamo messo in atto il nostro diritto alla libertà, per le centinaia di uomini e di donne coraggiosi e fedeli che hanno sofferto nelle prigioni e le fortezze, perché hanno lottato per la libertà del popolo, per la pace e per il socialismo, contro la dittatura insanguinata degli imperialisti criminali. Ora sono stati tutti rilasciati. E noi siamo di nuovo pronti per la lotta.

 Non sono gli Scheidemann ed i loro alleati borghesi, con alla loro testa il Principe Max von Baden, ad averci liberati; è la rivoluzione proletaria che ha aperto le porte delle nostre celle [1].

Ma un’altra categoria di sfortunati abitanti di queste lugubri dimore è stata completamente dimenticata. Finora nessuno ha pensato agli esseri pallidi e malaticci che soffrono dietro i muri delle prigioni per espiare dei reati minori.

 Tuttavia, anche loro sono delle vittime sfortunate dell’abominevole ordine sociale contro il quale si batte la rivoluzione, delle vittime della guerra imperialista che ha spinto l’angoscia e la miseria ai limiti più estremi, le vittime di questa spaventosa macelleria che ha scatenato gli istinti più vili. La giustizia della classe borghese ha nuovamente operato come una rete, lasciando scappare gli squali voraci mentre catturava i pesci piccoli. I profittatori che hanno guadagnato dei milioni durante la guerra sono stati assolti o ne sono usciti fuori con sentenze ridicole , ma i piccoli ladri hanno avuto dure condanne al carcere .Stremati dalla fame e dal freddo, in celle appena scaldate, questi bambini dimenticati dalla società aspettano l’indulgenza, il sollievo. Aspettano invano. L’ultimo Hohenzoller [2], il buon sovrano, ha dimenticato la loro sofferenza nel mezzo del bagno di sangue internazionale e dell’erosione del potere imperiale. Durante quattro anni, dalla conquista di Liège, non c’è stata amnistia, nemmeno per la festa ufficiale degli schiavi tedeschi, il compleanno del Kaiser.

 La rivoluzione proletaria deve adesso illuminare la vita scura delle prigioni con un piccolo atto di pietà , deve abbreviare le sentenze draconiane, abolire il barbaro sistema disciplinare , (detenzione in catene, punizioni corporali), migliorare i trattamenti, le cure medicali, le razioni alimentari, le condizioni di lavoro. È un dovere d’onore!

 Il sistema penale esistente, completamente impregnato dal brutale spirito di classe e dalla barbarie del capitalismo, deve essere totalmente abolito . Una riforma completa del sistema di compimento delle pene deve essere intrapresa. Un sistema completamente nuovo, in armonia con lo spirito del socialismo, saprebbe essere basato solamente su un nuovo ordine economico e sociale. Infatti tutti i crimini, tutte le punizioni, hanno sempre le loro radici impiantate nel tipo di organizzazione della società. Tuttavia, una misura radicale può essere messa in opera senza termine. La pena capitale, la più grande vergogna dell’ultra reazionario codice penale tedesco, deve essere abolita immediatamente [3]. Perché dunque queste esitazioni da parte di questo governo degli operai e dei soldati? Ledebour, Barth, Däumig, Beccaria [4], che denunciavano duecento anni fa l’infamia della pena di morte, non esistono per voi? Non avete il tempo, avete mille preoccupazioni, mille difficoltà, migliaia di compiti di cui occuparvi. Ma calcolate, orologio alla mano, quanto tempo vi occorre per dire: « la pena di morte è abolita ». O volete un dibattito lungo, finendo per un voto tra di voi su questo argomento? Vi smarrirete ancora tra gli strati e gli strati di formalità, le considerazioni di competenza, le questione di timbro appropriato ed altre sciocchezze?

 Ah, quanto è tedesca questa rivoluzione ! Quanto è saccente, impregnata di arguzie, priva di passione e di grandezza! Questa pena di morte dimenticata è solo un trattino, isolato. Ma, precisamente, spesso tali trattini tradiscono lo spirito profondo dell’insieme.

 Prendiamo qualsiasi storia della grande rivoluzione francese; prendiamo per esempio l’arido Mignet [5]. qualcuno può leggere questo libro senza sentire battere il suo cuore ed infiammarsi la sua mente ? Qualcuno può, dopo l’avere aperto a qualsiasi pagina, lasciarlo da parte prima di avere sentito l’ultimo accordo di questa formidabile tragedia? È come una sinfonia di Beethoven, portata fino all’estremo , una tempesta che suona sugli organi del tempo, grande e splendida nei suoi errori come nelle sue prodezze, nella vittoria come nella disfatta, nel primo grido di gioia ingenua come nel suo soffio finale. E quale è adesso la situazione in Germania? Dovunque, nelle piccole cose come nelle grandi, si sente che abbiamo a che fare, ancora e sempre, con i vecchi e troppo prudenti cittadini della vecchia socialdemocrazia, con quelli per cui la tessera di membro del partito è tutto, mentre gli esseri umani e l’intelligenza non sono niente. Ma la storia del mondo non si fa senza grandezza del pensiero, senza elevazione morale, senza nobili gesti.

 Liebknecht ed io, lasciando le residenze ospedaliere dove abbiamo recentemente trovato riparo – lui lasciando i suoi compagni di cella spogli, io le mie care povere ladre e prostitute, con cui ho diviso il tetto durante 3 anni e mezzo -facemmo loro questo giuramento, mentre ci seguivano coi loro occhi pieni di tristezza, che non li avremmo dimenticati!

 Esigiamo che il comitato esecutivo dei consigli di operai e di soldati alleggerisca immediatamente la sorte dei prigionieri in tutte le istituzioni penali della Germania!

 Esigiamo l’eliminazione della pena di morte del codice penale tedesco!

 Dei fiumi di sangue scorrevano come torrenti durante i quattro anni del genocidio imperialista. Oggi, ogni goccia di questo prezioso liquido dovrebbe essere conservata rispettosamente nel cristallo. L’energia rivoluzionaria, la più costante alleata dell’umanità più benevola: Solo questo è la vera essenza del socialismo. Un mondo deve essere rovesciato, ma ogni lacrima, che avrebbe potuto essere evitata, è un’accusa; e l’uomo che, affrettandosi verso un compito importante, schiaccia inavvertitamente anche un povero lombrico, commette un crimine.

Note 

 [1] Rosa Luxemburg era stata liberata dalla rivoluzione solo il 8 novembre 1918.

 [2] i Hohenzollern erano la dinastia regnante sull’impero tedesco. Si tratta nell’occorrenza di Guillaume II, il kaiser che era appena stato cacciato dalla rivoluzione.

 [3] la pena di morte è stata abolita in Germania solo molto più tardi: nel 1949 per la RFT, nel 1987 per la RDT.

[4] Cesare Beccaria (1738-1794), filosofo italiano.

[5] François-Auguste Mignet (1796-1884), autore di una « Storia della rivoluzione francese. »

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