1991-06 Dichiarazione della shora dei consigli operai di Sulaimaniyya

Operai, sfruttati, popolo rivoluzionario onorato, il brutale regime capitalista ba’athista ha per più di 22 anni continuato a schiacciare, distruggere e uccidere individui, gruppi e nostri figli, al fine di stabilizzare la loro losca autorità. In modo barbaro hanno attaccato la gente rivoluzionaria di questo paese.
Non è passato giorno senza che il regime arrestasse centinaia e migliaia di lavoratori, di sfruttati e di rivoluzionari,
per poi farli scomparire. Esso ha attaccato e distrutto le zone del Paese più rivoluzionarie ed orgogliose che gli si opponevano. Sotto il regime in questa critica e disperata epoca di costante inedia, disoccupazione e prezzi stratosferici ha spinto la maggioranza della popolazione in questa sconsolata, infelice situazione.
I capitalisti, questa minoranza parassitaria, usa tutti i mezzi a propria disposizione per controllare le principali istituzioni e quant’altro mentre a noi, alla maggioranza, viene negato ogni diritto umano.
Questo sistema capitalista decadente con la sua scoperta e brutale dittatura, ci ha trasformati, noi operai e sfruttati, in carne da cannone per due guerre distruttive (Iran contro Iraq e contro gli USA-Alleanza in Kuwait).
Fino a oggi, noi e i nostri figli siamo stati mangiati pezzo per pezzo dagli avvoltoi del deserto. Molti di noi sono scomparsi o vivono in modo assai precario. L’odio della gente sempre oppressa – sempre sfruttata nelle grandi come nelle piccolo città – ha distrutto [nelle scorse settimane] le istituzioni del regime basandosi solo sulle proprie forze. Sentivano che stavano per suonare le campane a morto per il regime che finora non è non riuscito a ritornare in sella. È stata la realizzazione del potere degli oppressi stessi, di un potere indipendente, che conta solo su se stesso e che non è in nessun modo dipendente dalla forza dell’imperialismo e dei nazionalisti borghesi del Fronte Kurdo. In Kurdistan, il Fronte Kurdo ha cercato di controllare il potere popolare, e questi sono del resto gli intendimenti dell’imperialismo (in particolare quello americano) non solo qui in Iraq ma in tutto il mondo.
Oggi come ieri si cerca di schiacciare l’insurrezione degli operai e degli sfruttati in ogni parte del mondo e sostituirla con dei governi e/o Stati capitalisti, che difendano i loro interessi. Guardate come è stato vergognosamente sconfitto l’esercito iracheno e come questa forza in rotta sia stata poi incoraggiata dagli imperialisti a schiacciare l’insurrezione. Gli imperialisti hanno abbandonato l’idea della distruzione del regime, hanno ancora una volta bisogno di questo esercito in rotta.
L’insurrezione non è potuta proseguire e noi siamo stati bloccati per “l’attitudine filosofica” della borghesia nazionalista che non muore dalla voglia di sostenere l’imperialismo ma anche dalla mancanza di un partito operaio comunista che rappresenti l’avanguardia di diversi settori del movimento operaio che è insorto (questo fu il maggiore elemento di debolezza del movimento operaio rivoluzionario nel momento dell’insurrezione). Il popolo kurdo è diventata la vittima: fuggendo a migliaia nel freddo, molti morirono di fame e per aver contratto malattie.
Ma malgrado queste avversità (in questa fase la borghesia nazionalista negoziava con il regime) gli operai e gli sfruttati hanno proseguito la loro insurrezione e come non mai sono pronti a scontrarsi con le forze della paura e dell’inganno.
I borghesi nazionalisti dopo aver giustificato l’insubordinazione della gente del Kurdistan con il tradimento imperialista stanno ora negoziando con il regime cercando una soluzione al problema kurdo. Ma gli operai e gli sfruttati rivoluzionari che proseguono la loro insurrezione a Sulaimaniyya stanno dimostrando che non accetteranno mai le condizioni poste dai negoziati. A Hawler, il martedì prima del AED (una festività religiosa musulmana) gli operai e gli sfruttati hanno mostrato con le loro dimostrazioni di simpatia la loro solidarietà con la gente del sud e del resto dell’Iraq.
Non lasceremo che i colori della nostra lotta sbiadiscano! (…)
Lunga vita all’insurrezione popolare operaia!
Abbasso il capitalismo, lunga vita al socialismo!

IL COMITATO DEI LAVORATORI DELLE PICCOLE FABBRICHE DI
SULAIMANIYYA
23 giugno 1991

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Une Réponse to “1991-06 Dichiarazione della shora dei consigli operai di Sulaimaniyya”

  1. Il y a dix-huit ans : l’insurrection communiste du prolétariat du Kurdistan d’Irak « La Bataille socialiste Says:

    […] 1991-06 Dichiarazione della shora dei consigli operai di Sulaimaniyya […]

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