2001-02 Lotta in Fiat: il gigante che dormiva [Inchiesta Operaia]

IL GIGANTE CHE DORMIVA

FIAT Mirafiori: la lastroferratura è scesa in lotta. « Il posto di lavoro non si tocca » gridavano i lavoratori il giorno 2 febbraio. Avevano appena appreso che i loro compagni di lavoro erano stati licenziati. 137 lavoratori assunti con forma di contratto a tempo determinato stavano ricevendo in quei minuti la lettera di licenziamento. È scoppiata la rivolta. In mattinata era stata indetta un’assemblea di un’ora e mezzo: all’ordine del giorno la votazione referendaria sulla piattaforma del contratto nazionale dei metalmeccanici. Così, mentre la maggioranza delle rappresentanze sindacali era impegnata nelle votazioni, arrivavano le prime lettere. L’atmosfera si è subito riscaldata. La direzione intanto convocava un gruppo sindacale a cui sottoponeva un freddo comunicato: « Causa esigenze tecnico-organizzative e causa movimento di personale da Rivalta verso Mirafiori si ritiene non necessaria la riconferma dei contratti a tempo determinato« . Alcune RSU, pensando di fare un favore ai lavoratori, mettevano la loro firma a favore dei licenziamenti! Intanto nelle officine di lastratura un gruppo di RSU Fiom, Fim e Sin.Cobas organizzava un corteo che s’ingrossava e raggiungeva ben presto le officine di montaggio, dove molti lavoratori si univano spontaneamente alla lotta. Ed è proprio questo il punto: spontaneamente.

Intanto, nelle cabine di verniciatura, RSU Uilm dichiaravano sciopero bloccando di conseguenza tutta l’officina. I lavoratori, in alcune officine un po’ decentrate smettevano di lavorare autonomamente, senza alcuna organizzazione, molti avevano appena visto scene di disperazione di quelle giovani donne e giovani uomini che non venivano riconfermati. Alle 14 entra il secondo turno. La rabbia sfocia in un corteo che i più anziani dicevano di non avere mai visto in FIAT. Cortei dalla verniciatura, dalla lastratura, raggiungono il montaggio. Una marea di lavoratori esce dalle officine e fuoriesce dalla fabbrica. Più tardi, in serata, il TG regionale darà notizia di due lavoratori investiti da un’auto pirata nel corso di una manifestazione contro i licenziamenti. Come sempre, i lavoratori trovano spazio solo nelle pagine di cronaca nera. Cortei e manifestazioni spontanee si sono protratte per tutta la giornata. Gli scioperi sono iniziati alle 12.30 e sono terminati alle 22. Nove ore e mezza di lotte, erano anni che non succedeva.

Come mai tanta rabbia? I licenziamenti hanno colto tutti di sorpresa perché nelle settimane precedenti la FIAT aveva proceduto alle solite ‘scremature’: aveva cioè proceduto a licenziare in anticipo, senza aspettare la scadenza contrattuale, i lavoratori ‘indesiderati’. Quindi era lecito aspettarsi una conferma di quelli rimasti anche alla luce delle imminenti salite produttive di alcuni modelli.

Ora c’è da aspettarsi che le lotte continuino, a meno che la FIAT ritorni sui suoi passi.

Una breve riflessione. Abbiamo tanto sentito parlare in questi ultimi tempi di una classe operaia che sembrava ormai morta. Non è così !

Il gigante dormiva, ora si è risvegliato.

Associazione dell’inchiesta operaia (Torino)

Febbraio 2001

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