2009-06 Un tipo diverso di politica

(Traduzione da Socialist Standard, giugno 2009)

Il termine politica ha assunto un significato negativo, ma questo perché lasciamo tale attività ai politici di professione.

Oggi la maggior parte dei gruppi politici usa la parola “socialismo” [in Italia maggiormente la parola “comunismo”, ndt] per fare riferimento a un tipo di politica di sinistra favorevole a cose quali la nazionalizzazione delle industrie, la maggiore tassazione dei ricchi, la maggiore partecipazione dei sindacati nel governo, la maggiore spesa in programmi sociali, e il maggior controllo dell’economia da parte dello stato. I cosiddetti socialisti della sinistra, allo stesso modo di tutti gli altri partiti politici della destra e del centro, guardano ai problemi del mondo – la fame e la malnutrizione, la povertà, la disoccupazione, le epidemie, le guerre, i genocidi, la distruzione ambientale – e ci dicono che nessuno di essi possono essere risolti incolpando il sistema. Se solo potessero cambiare le leggi, stabilire i bilanci di previsione, e fare da collegamento con gli altri leader del mondo, le cose andrebbero meglio, dicono. E così eleggiamo questi politicanti – ancora e ancora e ancora – e ciò nonostante, dopo decenni e secoli, i problemi sono ancora presenti.

Tuttavia, il Movimento Socialista Mondiale non è un movimento di sinistra, e non sostiene nessuna delle sue riforme politiche. Quando noi parliamo del socialismo, intendiamo una cosa e una cosa soltanto: un sistema sociale mondiale e organizzato democraticamente senza stati, leader, mercati e denaro. Noi crediamo che tale società nel complesso, non dei governi o una piccola minoranza di proprietari privati, dovrebbe possedere e controllare i mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza. Noi crediamo che la produzione dei beni e dei servizi dovrebbe aver luogo non per il profitto ma piuttosto direttamente per soddisfare i bisogni umani. Noi crediamo che il lavoro dovrebbe essere volontario, non obbligato, e che le persone dovrebbero avere libero accesso ai beni prodotti dalla società. Questo non è un mero rattoppamento con tassazione, budget e leggi che è quello che vogliono fare tutti gli altri partiti—quello che noi vogliamo è un cambiamento fondamentale e rivoluzionario nel modo in cui la società è organizzata.

Cosa intendiamo esattamente quando diciamo che i mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza dovrebbero essere posseduti in comune? Con “mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza” non intendiamo i beni personali come la tua casa, i tuoi vestiti o il tuo spazzolino da denti, intendiamo bensì le foreste, le fattorie, le miniere e gli oceani dai quali le ricchezze naturali vengono estratte; le fabbriche in cui esse vengono trattate; le reti di trasporto, come per es. le strade e le ferrovie, le quali trasportano questi beni da una parte all’altra della Terra; e i centri di distribuzione, come per es. i magazzini e i grandi magazzini, dai quali ci approvvigioniamo di questi beni per il nostro proprio uso. Attualmente, tutte queste cose sono possedute e controllate da una minuscola minoranza della popolazione mondiale. Se questi proprietari non riescono a trovare un modo per realizzare un profitto attraverso la vendita dei beni, allora essi non saranno prodotti o distribuiti, non importa quanto la gente ne abbia bisogno. Ecco perché milioni di persone in tutto il mondo hanno poco e nessun accesso al cibo, all’acqua pulita, alle medicine e all’abitazione. Non è perché ci mancano le risorse o le capacità per produrre queste cose, ma perché non è profittevole fare così.

D’altro canto, il capitalismo sembra essere molto bravo a produrre in abbondanza beni di cui nessuno necessita. Invece di scoprire ciò di cui la gente ha bisogno e poi produrre i beni per soddisfare i bisogni, una larga parte dell’energia nella nostra attuale società viene impiegata per creare ogni sorta di gadget, di aggeggi, e di altra mercanzia scadente, e poi per convincere la gente ad averne bisogno. L’intero sistema è capovolto! Non puoi scendere oggi per strada, o accendere la televisione o la radio, o aprire un giornale o una pagina web, senza venire costantemente bombardato con tabelloni, spot, messaggi promozionali, banner, inserzioni, volantini, buoni, poster, adesivi, spam ecc. che cercano di convincerti che hai bisogno di acquistare un qualsiasi prodotto che spesso si rivela un imbroglio. Molto spesso questi prodotti sono di così scarsa qualità che non funzionano come viene pubblicizzato, oppure finiscono con il rompersi dopo pochi mesi o anni.

In una società socialista, invece, tutti i mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza sarebbero democraticamente posseduti e controllati dalla società nel complesso. Vale a dire che ognuno di noi avrebbe il diritto di partecipare alle decisioni riguardo a come organizzare la produzione di beni e servizi. E in qualsiasi sana società tecnologicamente avanzata, non c’è nessuna ragione per cui l’unico obiettivo della produzione non dovrebbe essere semplicemente la soddisfazione dei bisogno autodeterminati delle persone con senza dubbio i migliori beni che sappiamo come produrre. Ciò comporterebbe la fine della compravendita e del denaro. Disponiamo già delle risorse e delle tecnologie per fornire a ogni singolo essere umano su questo pianeta tutti i beni materiali necessari per una vita confortevole, piacevole e divertente. Tutto quello che ci manca è il sistema sociale che permetterebbe a ciò di avvenire.

Quindi come possiamo realizzare questo nuovo sistema sociale? Il Movimento Socialista Mondiale non crede nel raggiungimento del socialismo con la coercizione o con la violenta presa del potere da parte di una avanguardia rivoluzionaria. Ciò non fornisce nessuna base su cui costruire una società giusta e democratica. No, l’unico modo in cui il socialismo come noi lo intendiamo potrebbe essere istituito e gestito è con il consenso e la cooperazione di una vasta maggioranza della popolazione mondiale. E sapremo quando ci sarà tale maggioranza soltanto nel momento in cui essa ce lo dirà attraverso il voto politico. Sarà allora, e solo allora, che sapremo che è arrivato il momento per la rivoluzione socialista. Sarà allora che potremo cominciare a smantellare la macchina coercitiva del governo e a prendere il controllo delle cose di cui abbiamo bisogno per far funzionare la società nel nostro proprio interesse.

Il capitalismo non può soddisfare i bisogni della maggioranza della popolazione nel mondo. No lo fa oggi, e mai potrà, non importa quanto siano ben intenzionati i politici che probabilmente proveranno a farlo. Diversamente, noi ti stiamo chiedendo di capire e di essere d’accordo con le nostre analisi sul perché il mondo è nella situazione in cui si trova oggi, e sul perché l’intero sistema mondiale del capitalismo necessiti di essere sostituito dal socialismo.

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